L'Italia dei Fantasmi: il SALOTTINO

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La selva incantata ne La Gerusalemme Liberata, un topos letterario che ci riguarda

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Necliudov
view post Posted on 9/9/2008, 18:16 Quote




Il canto XIII de La Gerusalemme Liberata è il canto della selva incantata di Saron. Il mago Ismeno per impedire ai crociati di usare la selva per riparare e costruire le loro macchine da guerra, l'assedio delle mura di Gerusalemme aveva appena visto il fallimento di un assalto, incanta la selva. La selva è già un luogo poco raccomandabile, perché vi si danno convegno le streghe e nessun abitante del luogo osa penetrarvi, specialmente di notte. Dopo l'intervento del mago il luogo sarà infestato da spiriti, larve, demoni, mostri che nessuno, anche dei più valorosi cavalieri crociati, riuscirà a sostenere. Il prodigio più importante sarà l'apparire di un grande cinta muraria di fuoco e soltanto il grande Tancredi riuscirà a penetrarvi dentro. Lì si ergeva un cipresso, su cui erano stati incisi caratteri egizi, e che egli risolve di abbattere. Al primo colpo capita ciò che succede già nell'Eneide di Virgilio (libro III, 26-40) e nel canto XIII della Commedia. Sarà poi casuale la ricorrenza addirittura dello stesso numero, il 13? Virgilio spezza un arbusto e la pianta si lamenta e parla: è l'anima di Polidoro. Dante fa altrettanto con una pianta della selva dei suicidi e a rimproverare il poeta è il consigliere suicida di Federico II Pier delle Vigne. E nella Gerusalemme del Tasso? A lamentarsi per il tentativo di abbattere il cipresso incantato è l'anima di Clorinda, la bella pagana di cui era innamorato e che tragicamente è egli stesso ad uccidere. Fin qui, però, sarebbero sufficienti i rimandi ai passi citati per poter chiudere la questione e spostarla magari su di un piano simbolico, aperto alle interpretazioni più varie. Qualcosa di più mi colpisce nel brano della Gerusalemme, insieme, poi, ad elementi biografici del poeta. A conclusione dell'episodio del colpo inferto al cipresso viene data una spiegazione degli incantesimi che, a mio modestissimo parere, possono anche essere sottoposti a qualche riflessione in più. Mi riferisco in particolare all'ottava XLIII del canto, ripeto, il XIII, in cui Clorinda spiega la causa della collocazione del suo spirito nella pianta:


Clorinda fui, né sol qui spirto umano
albergo in questa pianta rozza e dura,
ma ciascun altro ancor, franco o pagano,
che lassi i membri a piè dell'alte mura,
astretto è qui da novo incanto e strano,
non so s'io dica in corpo o in sepoltura.
Son di sensi animati i rami e i tronchi,
e micidial sei tu, se legno tronchi

parafrasi:

Io fui Clorinda, e non sono il solo spirito umano che ha sede in questa pianta rozza e dura, ma anche tutti gli altri che hanno lasciato i loro corpi ai piedi delle alte mura di Gerusalemme, franchi, cioè crociati, o pagani sono costretti, da un incanto sconosciuto, io non so se in un corpo o in una tomba. I rami e i tronchi sono quindi animati e tu che percuoti il legno procuri sofferenza.

Un topos letterario che torna nei maggiori autori della nostra tradizione letteraria viene forse qui illustrato, forse per la prima volta, come un fenomeno misterioso: 'novo incanto e strano'. La pertinenza ai combattenti delle crociate del fenomeno non è, anch'esso, un argomento secondario. Si tratta, se mai, di verificare se la credenza derivi da una tradizione storica, oppure rimanga soltanto sul piano dell'invenzione letteraria. La pertinenza al topos contribuirebbe a confutare la pertinenza ad una tradizione. La spiegazione chiara del fenomeno invece andrebbe a favore di quest'ipotesi. Bisognerà aspettare qualche elemento in più. Vi è un altro elemento che rende interessante la questione ed è quello legato alle notizie biografiche di Torquato Tasso. Egli credeva all'esistenza degli spiriti e fu forse questa sua credenza, abilmente sfruttata, a condurlo alla follia e alla segregazione e alla morte. Scrisse anche un dialogo in proposito: Il messaggero.
 
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view post Posted on 18/9/2008, 09:56 Quote
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Scopro solo ora questo interessantissimo post.

Rileggendo le tue parole e riflettendo su quanto da te scritto, mi vengono alla mente antiche reminescenze di religioni arcaiche e mitologia classica. Purtroppo sono in ufficio e non ho qui le mie fonti: ricorro alla memoria ed a quel poco che grazie ad essa posso posso rintracciare sulla rete.

Il topos della selva magica ha origini molto antiche, che rimandano indubbiamente alle forme più arcaiche di credo, ma che trova riscontri letterari già in Omero.
Nel libro X dell'Odissea, Odisseo sbarca nell'isola di Circe:

E sopra un'alta asceso vedetta di rupi, ivi stetti;
ed ampie strade scorsi di là, vidi un fumo levarsi
dalla dimora di Circe, tra dense boscaglie e tra selve.

E proprio Circe è la Potnia Theron, la Signora delle Belve che domina nella foresta incantata. Qui, proprio come in Dante, il, protagonista affronta il periglio grazie ad una guida, in questo caso Hermes, che mostra lui la strada per uscirne indenne.

Ma per tornare al vero topos, quello dell'anima imprigionata nell'albero, penso più che altro ad Ovidio, al mito di Dafne.

Cesare poi ci descrive un rito druidico (De Bello Gallico, VI, 15), in cui l'albero diviene il tramite ultimo tra l'uomo e gli dei:

Alii immani magnitudine simulacra habent, quorum contexta viminibus membra vivis hominibus complent; quibus succensis, circumventi flamma examinantur homines.

Trad.: Altri hanno simulacri di immane grandezza, dei quali riempiono con essere umani le membra, fatte di vimini intrecciati. Incendiati i vimini, gli uomini all'interno, circondati dalle fiamme, vengono arsi vivi.

L'albero diviene, in una concezione arcaica che affonda le radici nel tessuto indoeuropeo comune al bacino del Mediterraneo, il tramite tra l'uomo ed il divino e questo topos viene riproposto fino ai giorni nostri, come giustamente ricordavi.

Per quanto riguarda il numero XIII, dovremmo entrare in una questione numerologica degna della follia del Tasso!

"Quando non puo´ piu´ lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilita´: l´andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela.La fuga e´ spesso, quando si e´ lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in piu´ permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all´ orizzonte delle acque tornate calme."
Henri Laborit
 
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Necliudov
view post Posted on 22/9/2008, 16:36 Quote




Un po' è colpa mia, in realtà è colpa del mio computer che ha pensato bene di lasciare questo mondo :mf_popeanim.gif: , sperando in una resurrezione, possibilmente coperta da garanzia... :rolleyes: un po' ci voleva il miglior Demo per rilanciare la questione selva incantata... La selva è da sempre il luogo della magia e del sovrannaturale, e i riferimenti culturali sono i più spontanei del mondo. Ci voleva il grande Demo per trovare, anzi per ritrovare, che è più importante di trovare... il giusto riferimento al mito di Dafne e, aggiungerei, ai tantissimi miti eziologici che vedono ogni luogo dell'antichità un effetto dell'intervento divino. Non a caso Metamorfosi è il titolo dell'opera di Ovidio e alle Metamorfosi attinge a piene mani il nostro padre Dante, quello della 'selva oscura', tanto per rimanere in argomento. Di Circe ce ne sono tante in circolazione nelle leggende, saghe e poemi fino ad Ariosto, e palazzi e selve incantate, dove i cavalieri sono trasformati in piante, non mancano mai. Qualcosa di misterioso in più, cioè qualcosa a cui, prima o poi si riuscirà, senza fretta ad aggiungere qualcos'altro, ha, a mio avviso, questo motivo del morto per violenza trasformato in pianta, e danneggiato dal vivo che ne stacca i rami. Anche qui siamo sulla linea Virgilio - Dante - Tasso, ma, in un certo senso anche Ariosto con Ruggero e Astolfo. Sarebbe interessante controllare se in giro per il mondo, quindi ricorrendo a materiali dell'antropologia, si trova qualcosa del genere...
 
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view post Posted on 24/10/2013, 23:32 Quote


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Worthwhile info, Thanks lots..
Truly quite a lot of fantastic data!
 
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3 replies since 9/9/2008, 18:16
 
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